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  • VALENTINA

Federica, il Divano e un servizio fotografico speciale.


Introduzione

Questo articolo è diverso dagli altri.

Oggi non ti propongo idee o ispirazioni legati ad un argomento, ma ti racconto una storia, anzi LA storia di Federica.


Partiamo dal principio.

Ho conosciuto Federica tempo fa, tramite la mia cara amica Smulfy.

Federica si era rivolta a lei per costruire la sua brand identity.

A quei tempi non abitavo ancora in Lombardia, ma ho iniziato a seguirla sui social, incuriosita dalla sua professione e soprattutto dalla sua personalità e dal suo modo di scrivere.


Quello che fin da subito mi aveva colpito di lei era il suo approccio familiare, schietto e limpido.

La sua unicità.


Federica è un operatrice olistica, specializzata in ambito materno infantile e femminile, social media manager e in formazione come coach.

Ascolta le donne, le loro esigenze e le aiuta a sfruttare il loro potenziale attraverso strumenti pratici ma soprattutto con sensibilità ed empatia.


E cosi, poco a poco, ho iniziato a conoscerla, tramite i suoi racconti e cresceva in me il desiderio di dare vita alle sue parole attraverso le immagini.


Quello che più mi affascinava dei suoi racconti era un tema ricorrente, anzi un elemento che Federica citava spesso e attorno al quale ruotava la sua vita: il DIVANO.

Esatto, un divano, protagonista di una rubrica #divanoraccontamitu , dove Federica esordiva dicendo:

"Tu ci vedi un divano, io ci vedo una storia".


Bè, quella storia la vedevo anche io e volevo raccontarla.

Ecco allora che ho deciso di contattarla.


In quel periodo stavo lavorando e definendo il mio progetto "Ci vediamo a Casa", un servizio a domicilio che racconta la TUA storia.

Ero carica di idee e non vedevo l'ora di mettermi all'opera!

Federica mi stava dando l'opportunità di farlo ed ero al settimo cielo.


Abbiamo fissato la data per gli scatti e lei mi ha inviato un pdf che ripercorreva la vita del suo divano.


Mentre leggevo ho preso due pagine di appunti.


Federica e la sua capacità unica di scrivere.

I suoi testi erano fiumi in piena di emozioni, che mi piombavano addosso e che mi colpivano al cuore.

La sua storia è complessa, un'altalena di emozioni che nascono, vivono e si evolvono attorno a quel divano "sbarazzino".


Ho iniziato a buttare giù le mie idee:

il Divano, protagonista indiscusso, raccontato dal punto di vista di Federica e delle sue emozioni, ma anche come fulcro della vita di tutta la famiglia.


( Ah, Federica è in attesa della sua terza bambina!...

Motivo in più per scattare delle fotografie indimenticabili.)


GIORNO DELLA SESSIONE

Con Federica ci siamo sentite via mail ma quando quella mattina sono arrivata a casa sua mi sembrava di conoscerla da sempre.


I primi minuti sono serviti a me per presentarmi, abbiamo preso un caffè e parlato un po'.

Fuori era nuvoloso, ma la stanza rimaneva abbastanza illuminata.

Benissimo, perché volevo scattare con la luce naturale.


Abbiamo iniziato.

Federica e il suo divano erano davanti a me.

Nella mia testa ripensavo a tutto quello che avevo letto e sottolineato della sua storia.

Mi chiedevo se sarei stata in grado di dare vita a delle immagini capaci di trasmettere tutte quelle emozioni.

Non ne avevo idea, ma dovevo provarci.


Ho cercato di ripercorrere gli stati d'animo che Federica mi aveva raccontato, attraverso le sue parole.

Il divano era sempre li.

A volte dietro, a volte una presenza avvolgente.




Ma il bello doveva ancora venire!


Sono arrivati Dario, Micol e Thommy! Un fiume di energia!

Dopo due minuti ho capito che sarebbe stato impossibile, anche solo provare a tenerli fermi, ma del resto, meglio cosi!


Volevo fotografare la VITA intorno al divano quindi, più vita di quella!?


Gli scatti che seguono sono nati dal loro movimento.

Loro vivevano e io mi muovevo intorno a loro.

Nessuna posa.

Un flusso di gesti, situazioni di cui sono stata spettatrice.

Il mio merito è solo quello di aver provato a fermare quegli attimi.


Il risultato mi ha emozionato e spero che emozioni anche Federica.

Spero che si rivedi in questi scatti.


Io sono uscita da lì, sudata come dopo una corsa campestre, ma soprattutto felice.


Sono uscita fuori di lì, senza avere un idea chiara delle fotografie che avevo in mano, ma ero certa di essere riuscita nel mio intento:

Raccontare la storia di questo divano "sbarazzino", delle emozioni di Federica e della vita della sua famiglia... cosi come sono.





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